O è meglio sperare in Windows 7?
È bastato l'accenno a una nuova versione di Windows in un futuro non molto lontano per far sottolineare un dilemma che assilla utenti e aziende: passare o non passare a Vista? Non è raro ormai incontrare qualcuno che chiede disperatamente dove trovare un buon PC con XP, visto che le grandi catene ormai propongono solo modelli con Vista in varie salse.
Per le aziende con numeri diversi, il problema non è ancora così drammatico, qualche rifornimento si trova. Il dilemma semmai è un altro: mantenere XP e firmare la famosa petizione
Save Windows XP sperando che il problema venga quanto più possibile rimandato o tapparsi occhi e orecchie e fare il tuffo nell'acqua gelata?
Molti si sono lanciati in questo dibattito con varie opinioin. Un recente
articolo di InfoWorld offre uno spunto interessante mettendo a confronto le conclusioni di una ricerca svolta da Forrester che si conclude a favore del passaggio a Vista con una serie di considerazioni tecniche e commerciali a difesa di XP.
Il
report di Forrester punta principalmente sul fatto che Windows è il sistema operativo presente sul 99% dei PC in America e in Europa, 97% se parliamo delle piccole aziende. Su questo fronte, malgrado Mac OSX e Unix/Linux nelle sue varie forme abbiano negli ultimi tempi conquistato una visibilità sempre maggiore, rimane il fatto che migrare decine, centinaia o più di utenti aziendali a una nuova piattaforma è una strada non percorribile. Le spinte verso Vista arrivano poi dalle previste scadenze del ciclo di vita di XP: dalla prossima estate XP non sarà più disponibile e le date di rilascio di una nuova versione di Windows non sono ben chiare, ancor meno le funzionalità e i requisiti. Quindi il passaggio sarebbe necessario per acquisire competenze sulla piattaforma, consolidare le applicazioni verticali e non trovarsi ad affrontare l'imprevisto rischiando il famoso bagno di sangue.
Sull'altro versante, i fautori di XP motivano l'approccio prudente con una serie di punti critici. Primo fra tutti la sicurezza: malgrado funzionalità tanto decantate quali il Controllo account utente, la modalità protetta di Internet Explorer e una serie di altri ritocchi strutturali che hanno contribuito a complicare la vita degli utenti più che a semplificarla, Vista non è poi così sicuro. Chi usava antivirus, firewall, backup, ecc. deve prevederli anche per Vista. In realtà, molti dei problemi risolti da Vista sono stati già risolti e consolidati da tempo anche in XP da applicazioni di terze parti.
Gestibilità e affidabilità sono altri due punti da considerare e ai quali è stata dedicata molta attenzione in Vista. Tuttavia, malgrado le numerose innovazioni che Vista incorpora al sui interno, è difficile identificare in queste una rivoluzione radicale. Per contro, dopo il rilascio di Service Pack 2, Windows XP è diventato un sistema decisamente stabile e consolidato, aspetto da non sottovalutare assolutamente.
“Ogni programma si espanderà fino a occupare tutta la memoria disponibile”
Murphy's Law
Qui si innesca una delle note più dolenti: le prestazioni. È ormai ampiamente nota a tutti la fame di risorse di Vista. I requisiti necessari per garantire prestazioni analoghe a quelle di XP sono decisamente superiori. La dotazione di memoria minima in commercio è ormai 1 GB di memoria, ma molti sistemi, soprattutto in ambito entertainment, sono carrozzati con 2-4 GB. Lo stesso dicasi per i processori. Certamente, il passaggio a Vista comporta una rivisitazione significativa del parco hardware con costi facilmente calcolabili ma senza garanzie di un ritorno a livello di prestazioni.
Un altro punto caldo riguarda la compatibilità hardware e software, emerso soprattutto nella fase iniziale della diffusione di Vista. Anche se conflitti, carenze, non disponibilità di driver sono problemi in fase di attenuazione, rimane il fatto che ogni azienda dotata di rigorosi criteri di certificazione interna delle configurazioni hardware e software si trova nella necessità di ripetere tutte le procedure di test, diagnosi, risoluzione e approvazione. Chiaro invece che XP offre una base di compatibilità matura e collaudata. Non solo, a prescindere da ciò che farà Microsoft, è molto probabile che qualsiasi produttore di hardware e di software provvederà a creare ancora per parecchio tempo driver compatibili con XP, mettendoci al riparo da qualsiasi timore di incompatibilità.
Quest'ultimo aspetto è anche un motivo che consolida XP quale piattaforma a prova di futuro. È ovvio che prima o poi Microsoft porrà il timbro di fine del ciclo di vita anche su XP, ma è certo che la cosa non potrà avvenire a breve.
La decisione
Da tutto questo cosa emerge? Difficile prendere una posizione, come è anche difficile affermare che esiste un'unica soluzione. Come è possibile decidere di consigliare la migrazione, aspettare o magari passare un po' alla volta?
Nel caso di un singolo utente, è solo questione di tempo perché la scelta è ormai obbligata vista l'offerta ormai unilaterale di negozi e grandi catene dell'informatica. Certamente, i più capaci hanno la possibilità di scegliere se conservare il vecchio hardware e passare a soluzioni diverse come Linux, mentre i meno esperti possono passare al mondo Mac per ritrovarsi alla moda con iPod e iPhone. Queste scelte personali non hanno un grande impatto economico in termini di investimento, in quanto l'acquisto di un sistema Vista è più o meno simile a quello di un sistema XP. Più critico è invece l'utilizzo, perché malgrado la tanto decantata facilità d'uso, Vista non è poi così facile da usare per chi ha poca o nulla esperienza col computer.
Passando al mondo delle aziende, la cosa è più complicata. Se per una piccola azienda è plausibile ipotizzare che una migrazione graduale può non creare grossi traumi e contribuire a una pianificazione corretta del futuro (ad esempio, sfruttando le tecnologie di virtualizzazione software a fini di test e apprendimento), per tutte le medie e grandi realtà la questione è decisamente più complicata. La scelta di procedere alla migrazione può comportare investimenti decisamente onerosi in hardware, software, sviluppo e training con un livello di incognite ancora piuttosto preoccupante. Ritengo che l'unica via percorribile sia partire da un'accurata valutazione della situazione esistente (inventario hardware e software) seguita da un'attenta valutazione delle esigenze di crescita per stabilire un piano di interventi che sia commisurato alle effettive capacità dell'azienda. Sarà così possibile scoprire se è fattibile il tuffo in Vista o se la via verso Vista deve essere articolata in un percorso graduale e sia in termini di investimenti che di sviluppo e training delle persone.
Facile da dire, forse un po' più difficile per il consulente e l'IT manager che devono prendere le decisioni.
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